Con un tempo di 8h 58′ 59″, Alex Zanardi è il primo paratleta ad abbattere il muro delle 9 ore nella competizione più dura che ci posssa essere, l’Iron Man.

Il percorso prevedeva 3,86 km a nuoto, una prova di ciclismo di 180,2 km e una parte finale di corsa sulla distanza di una maratona completa (42.195 km). Zanardi, 51 anni il prossimo 23 ottobre, ha utilizzato la sua handbike per la prova di ciclismo e la corsa con sedia a rotelle olimpica, battendo 102 colleghi italiani.

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Raggiunto al telefono da repubblica.it l’ex pilota di Formula1 ha risposto così:

Alex, trova lei un aggettivo per la nuova impresa?
“Diciamo che sono un subnine, un nuovo eletto nel club dei sotto i nove minuti nell’Iron Man. E non è poca roba. E’ un gruppo ristretto, corro sì da disabile ma con i vantaggi tecnologici che concedono alcuni attrezzi, che è obiettivamente un piccolo vantaggio. Ma il primato non è stata una sfida. Sapevo che tecnicamente potevo valere meno di nove ore, sono riuscito a mantenere l’impegno che avevo preso con me stesso. E ne sono orgoglioso, la gara è stata drammatica, soprattutto il tratto di maratona corsa nella ghiaia, una fatica impressionante. Tutto bellissimo. Ma…”

In poco più di un mese ha vinto due medaglie ai Mondiali di paraciclismo e fissato un primato nel triathlon che potrebbe durare a lungo. Lo sguardo è già rivolto alla prossima battaglia da vincere?
“Il successo di ieri a Barcellona appartiene al passato. E il risultato, la vittoria, è un qualcosa in più da aggiungere alla bellezza del viaggio, della preparazione, alla sofferenza faticosa, del progetto che stai portando a compimento. Che ora però non c’è più, è il momento di guardare avanti”.

Qualche tempo fa diceva che battere i giovani accendeva i suoi neuroni
“Vincere dà stimolo, è una soddisfazione anche se ho già detto che è solo un pezzo del percorso. Ovviamente non c’è nessuno spirito di rivalsa verso i miei avversari, anche se hanno qualche anno in meno sulle spalle rispetto a me. Anzi ringrazio chi mi dà modo di misurarmi, con il mio corpo, la mia mente”.

E’ diventata una sfida con il corpo, nel corso degli anni?
“Ma mai un’ossessione. Direi più una forma di godimento, il piacere di riscoprirsi, di spingere oltre, è una questione di curiosità fisica e intellettuale”.

E verso cosa corre ora Alex Zanardi?
“Non è mica finita qui. Parteciperò ad altre competizioni nel triathlon entro la fine del 2017, poi c’è da pianificare la stagione 2018, sempre nel triathlon. Ma alla Bmw sono convinti che sia ancora in grado di andare forte anche al volante, ci sono valutazioni in corso ma dovrei tornare a guidare una GT. Ho ancora i brividi quando mi metto alla guida, meno di un anno fa ero primo nel campionato italiano al Mugello. Dovrei ancora sapere come si fa..

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Incredibile come quest’uomo riesca sempre a sfidarsi e a vincere con se stesso!

Incredibile come riesca ad avere così tanta grinta e determinazione con grandissima umiltà.

Incredibile il suo amore per la vita e per lo sport che, nonostante tutto, riesce a provare e far provare a tutti quelli che lo hanno scelto come esempio di vita, come riferimento per guardare sempre avanti.

Incredibile che si emozioni ancora quando “ migliaia di persone urlano il tuo nome e lo speaker dichiara: Alex Zanardi, you are an ironman!”

Grazie Alex per aver pensato che quel 15 settembre 2001 sia stata solo  “Una delle più grandi opportunità della mia vita”.

Grazie!

 

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